Filiera, Press Area

L’esperienza del CREA-AA per una Seta di qualità ad alto valore aggiunto

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Dal baco da seta una fibra per gioielli
“Così la ricerca agricola salva l’ambiente”


da LA STAMPA del 12/06/2017
di Maurizio Tropeano

Dal gambero della Louisiana, una specie infestante, infatti, i ricercatori del CREA-AA (Agricoltura e Ambiente), laboratorio di Padova (ex CREA-API Unità di Ricerca per l’Apicoltura e la Bachicoltura) hanno ottenuto «per i pesci d’acquacoltura mangimi efficienti, economicamente sostenibili e con basso impatto sull’ambiente e sulle risorse». Mentre dalle bucce e dai vinaccioli delle vinacce «sono stati ricavati semilavorati (farine) utilizzabili direttamente o da cui estrarre molecole bioattive (polifenoli), antiossidanti naturali dalla proprietà nutraceutiche».

Ed il baco da seta, in questo quadro, spiega il CREA-AA, «rappresenta una vera e propria miniera»: attraverso un innovativo processo i ricercatori sono riusciti a ottenere una fibra di alta qualità, utilizzata per gioielli misti con seta e oro e prodotti biomedici, mentre i prodotti di scarto della filiera sono recuperabili e riutilizzabili in sottoprodotti, come olio e proteine per l’alimentazione animale, composti per la cosmesi, imbottiture e seta rigenerata, principi attivi da utilizzare in farmacologia, biomassa per combustibile o fibra.

8 sono i progetti dei ricercatori del CREA-AA presentati al G7 Ambiente di Bologna

Il Consiglio per la ricerca in agricoltura porterà la sua esperienza al G7 di Bologna per dimostrare che «potenziando a ricerca in agricoltura sia possibile affrontare la sfida della tutela dell’ambiente». Secondo Salvatore Parlato, presidente del CREA-AA è «innegabile che l’approccio circolare della nuova economia si inscriva nella direzione di una strategia innovativa che coniughi la produzione agricola sostenibile con la competitività economica, supportata anche dall’adozione di nuovi approcci e tecnologie». Dal suo punto di vista «l’obiettivo è quello di ottimizzare la gestione delle risorse agricole, nell’ottica di limitare gli sprechi, valorizzando anche gli scarti». Si spiega così l’attenzione agli insetti, «elemento base per un nuovo integratore alimentare a basso impatto ambientale, dai composti benefici, cioè gli acidi grassi polinsaturi (omega 3), e peptidi ad azione anti-ipertensiva, preventiva quindi delle malattie cardiovascolari».

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