Progetto

La Via Etica della Seta… step by step

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2014

Questa storia nasce in un pomeriggio piovoso dell’estate del 2014 a Pove del Grappa (VI). I coniugi Zonta rimangono in casa a causa del maltempo e, nella tranquillità delle mura domestiche, prende forma una curiosa intuizione:

“E se facessimo gioielli in seta e oro?”

samia_cynthia_poveAd ispirarli è la Samia Cynthia, una falena annoverata tra quelle produttrici del prezioso filo di seta e che – per caso o per destino – era stata ritrovata qualche anno prima durante la costruzione della loro nuova casa.

Daniela Raccanello, designer di D’orica, libera la sua creatività e si mette subito all’opera, realizzando un primo prototipo del gioiello.

Ma in D’orica è d’obbligo il made in Italy e quindi… solo seta 100% italiana.

Una rapida ricerca nel web li conduce a Fernando Pellizzari, ex presidente dell’Associazione dei bachicoltori italiani, che li invita a contattare Silvia Cappellozza, responsabile dell’unità di bachicoltura di Padova del CREA-API di Bologna. Con una punta di amarezza, Silvia confida loro che la seta non viene più prodotta in Italia ormai da diversi decenni ma… esistono ancora tutte le conoscenze perché si possa riprendere questa antica arte, a partire dal CREA-API che, con infinita pazienza, seleziona e conserva anno dopo anno il seme-bachi. Esiste anche una piccola filanda, l’ultima funzionante in Europa Occidentale, che potrebbe essere usata per filare dei bozzoli italiani.

Dopo poco più di un mese, attorno al tavolo della Cooperativa Sociale Agricola Campoverde di Castelfranco Veneto (TV), viene concordato l’acquisto di questo esemplare unico ma soprattutto vengono gettate le basi per quello che diventerà un progetto molto più ampio e articolato. Il titolare della cooperativa Bruno Pozzobon, entusiasta dell’ iniziativa, si rende disponibile a produrre bozzoli con l’arrivo della primavera, coinvolgendo anche la seconda cooperativa di cui è a capo, Ca’ Corniani di Monfumo (TV). A completare il quadro arriva dopo pochi giorni la proposta d’inserimento nel Progetto del Cantiere della Provvidenza di Belluno, già impegnato con la piantumazione interamente a gelseto di un ettaro di terreno, per un progetto sperimentale in collaborazione con Veneto Agricoltura.

Il 30 ottobre 2014 viene presentato alla Regione del Veneto un progetto di rete di imprese, la cui gestione viene affidata a Veneto Marketing di Bassano del Grappa (VI). Nel frattempo a Campoverde, consapevoli di voler andare avanti a qualunque costo, la filanda viene ripulita e rimessa in funzione. Grazie alla sinergia tra il tecnico esperto Aldo Roncato e l’ingegnere dell’automazione Salvatore Gullì viene filata la prima seta italiana dopo circa cinquant’anni con bozzoli provenienti dalla Calabria.

Natale regala una splendida notizia: il progetto viene infatti approvato dalla Regione Veneto, posizionandosi tra i 40 progetti approvati sui 240 presentati. La gioia è grande, soprattutto per la soddisfazione di vedere riconosciuta a livello regionale la validità di un progetto così ben strutturato.


Nel frattempo la seta grezza ottenuta in filanda passa le fasi di finitura e ritorna finalmente in D’orica, dove viene realizzato un supporto tubolare in seta, elemento essenziale della collezione. In pochi giorni vengono confezionati a mano i primi gioielli, che saranno esposti a VicenzaOro 2015, la fiera internazionale dell’oro.

2015

L’interesse in fiera è notevole, tanto da creare nuove opportunità per conoscere figure di spicco nel settore serico nazionale e internazionale. Nei mesi successivi, mentre vengono sviluppate soluzioni tecniche ed estetiche sempre più innovative per la collezione, il progetto assume una forma sempre più definita e strutturata, arricchendosi di esperti e sensibilizzando sempre più le figure istituzionali di riferimento.


Il 6 Marzo, l’ex filanda Motta di Mogliano Veneto ospita il convegno “La bellezza appesa ad un filo di seta”, organizzato da Coldiretti Veneto. L’evento diventa luogo di scambio di idee ma soprattutto d’informazione per gli agricoltori che sono intenzionati a riprendere la bachicoltura, creando un importante legame con Coldiretti.

Alla fine di marzo il progetto “La Rinascita della Via della Seta” viene portato all’attenzione della Commissione Europea, che sta chiedendo a tutte le Regioni dei 28 Stati membri di candidare i loro migliori progetti nel settore Ricerca e Innovazione, da presentare in occasione del Meeting Internazionale “Grow your Region” svoltosi a Bruxelles a fine aprile.

Il progetto, che rientra a pieno titolo tra le Smart Specialization individuate dalla Regione del Veneto, viene scelto tra centinaia di progetti realizzati negli ultimi anni e quindi candidato per questo importante evento, per il quale sono stati selezionati solo ed esclusivamente quattro progetti di eccellenza in tutta Europa.

A metà aprile arriva una notizia straordinaria: il progetto “La rinascita della Via della Seta” è uno di questi, avendo suscitato particolare interesse per la sua multidisciplinarità, la qualità della progettazione, le prospettive concrete di crescita economica, occupazionale e sociale che può generare su territorio nazionale.

Il 27 ed il 28 Aprile Claudio Gheller e Claudia Bettiol – rispettivamente Cluster Manager e Project Manager and Internationalization volano a Bruxelles per descrivere il progetto davanti a una platea internazionale, che apprezza molto l’originalità di questa rete di imprese e resta incantata di fronte al risultato tangibile indossato per l’occasione: il primo gioiello in Seta e Oro interamente made in Italy.


La collezione è ormai sempre più ricca e approda a Maggio a Vicenza a Origin Passion and Beliefs, fiera dove gli stilisti incontrano le aziende del settore moda. Un ennesimo successo per D’orica che ha allestito uno stand dominato da un grande gelso, alla cui base è stata ricostruita la filiera di produzione della seta, dal seme-bachi al filo grezzo. L’evento permette anche di conoscere importanti aziende del settore serico, che mostrano grande interesse verso il progetto.


A giugno il progetto arriva fino in Senato, quando viene illustrato a Palazzo Madama “Il Libro Bianco sulle Ecotecnologie“.

Ad inizio settembre La Via della Seta è protagonista al Festival “EcoFuturo”, che si tiene a Gubbio alla “Libera Università di Alcatraz”, organizzato da Michele Dotti assieme al padrone di casa Jacopo Fo.

Il 25 settembre la Seta Etica è ospite del Museo Esapolis di Padova durante la Notte Europea dei Ricercatori. Il CREA – Unità di Bachicoltura di Padova – ha accolto i visitatori portandoli in un viaggio attraverso le ricerche e innovazioni, a supporto dei nuovi progetti focalizzati sulla ripresa della produzione serica italiana, una seta davvero 100% Made in Italy.

Risalgono all’inizio di ottobre gli interessanti “seri-meeting” dedicati alla lavorazione della seta, alla ricerca e all’innovazione, organizzati durante il Festival dell’Agricoltura di Bressanvido, in collaborazione con il CREA-API, D’orica e il Cantiere della Provvidenza.

A metà dicembre la filanda viene trasferita da Castelfranco Veneto a Nove (VI), presso la ditta da cui tutto ha avuto inizio… Qualche settimana di riorganizzazione e settaggi tecnici ed ecco che D’orica è di nuovo pronta a ripartire con la produzione di vera seta 100% italiana.

Dal 2016 ad oggi: la Seta Etica in continua evoluzione

Oltre ad essere tra i case history di successo presentati a numerosi convegni, congressi e meeting operativi sia in Italia che all’estero, la Seta Etica continua a suscitare molto interesse da parte di aziende, associazioni di categoria, stakeholder italiani e stranieri, giornalisti e trasmissioni tv.


In D’orica si continua ad intrecciare proficue collaborazioni con partner legati ai più svariati settori e a produrre una seta di altissima qualità, destinata a nicchie di mercato che ricercano un prodotto 100% Made in Italy, con una particolare attenzione alla sostenibilità ambientale e alla responsabilità sociale d’impresa.

  • Vedi articolo “D’orica incontra Alberto Zambelli”

Nel 2017 è stata inoltre costituita la rete di imprese agricole “Bachicoltura Setica”, che riunisce gli allevatori che stanno investendo tempo e risorse in un percorso di ammodernamento delle tecniche produttive, oltre che di conversione al biologico, attenendosi ad un disciplinare di produzione ed ad un processo di tracciabilità, con il monitaggio ed il supporto costante dei ricercatori del CREA-AA di Padova.

Quella della Seta Etica è infatti, ad oggi, l’unica filiera certificata che parte dalla creazione della materia prima, generando nei vari passaggi produttivi dei sottoprodotti che possono essere utilizzati in altri processi, destinati ai più svariati settori.


In sintesi, è Giampietro Zonta di D’orica a riassumere il valore di questo progetto:

“Risvegliando passioni sopite, riscoprendo straordinarie professionalità, coinvolgendo persone, imprese ed istituzioni abbiamo dato vita ad un ambizioso progetto: la rinascita, dopo circa 50 anni, della vera seta 100% italiana. Una seta che è anche ‘etica’, perché oltre a rispettare e valorizzare il lavoro artigianale, nasce da una filiera produttiva rispettosa dell’ambiente e interamente Made in Italy, dai bachi da seta al prodotto finito.
E’ veramente incredibile quello che sta succedendo… Chi si imbatte in questo Progetto viene travolto dalla passione che spinge la nostra squadra, una passione che sta aprendo non una ma tante strade. Anzi, tante “vie” della Seta… in Veneto e non solo”.

E’ per questo che la prosecuzione di questo progetto ha preso il nome di “La Via Etica della Seta”.


PH Enrico Celotto – © Seta Etica – Tutti i diritti riservati
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