Author: SetaEtica

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Rassegna Stampa

Quando testate giornalistiche e trasmissioni radio e tv, sia nazionali che intenazionali, entrano in contatto con la Seta Etica ne parlano con entusiasmo e stupore. Ecco come viene raccontata questa filiera 100% italiana da giornalisti, registi e fotografi su carta stampata e on-line.

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Campagna bacologica Primavera 2017

Campagna bacologica Primavera 2017 Un gioco di squadra tra uomo e ambiente “Sto allevando dei bachi da seta. Cosa posso farne dei bozzoli?” “Ho un appezzamento di terreno e vorrei destinarlo alla gelsibachicoltura. Cosa devo fare per entrare nella filiera della Seta Etica?” Queste e molte altre sono le richieste di informazioni che arrivano periodicamente da agricoltori, da appassionati e nostalgici delle tradizioni rurali piuttosto che da persone intenzionate a far partire nuovi progetti innovativi legati alla seta, da ogni parte d’Italia e non solo. Tutto questo contribuisce a confermare l’interesse crescente per questa rinascita della Via della Seta in Italia, in particolare in Veneto ma non solo, con la conseguente richiesta di seta 100% Made in Italy, da destinare ai più svariati settori. Il ritorno alla gelsibachicoltura necessita però di costante ricerca scientifica, di metodologie innovative e rispettose dell’ambiente, di disciplinari di produzione concordati e testati con i maggiori esperti del settore (i ricercatori del CREA-AA Agricoltura e Ambiente, laboratorio di Padova, ex CREA-API Unità di Ricerca per l’Apicoltura e la Bachicoltura) di un …

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L’esperienza del CREA-AA per una Seta di qualità ad alto valore aggiunto

Dal baco da seta una fibra per gioielli “Così la ricerca agricola salva l’ambiente” da LA STAMPA del 12/06/2017 di Maurizio Tropeano Dal gambero della Louisiana, una specie infestante, infatti, i ricercatori del CREA-AA (Agricoltura e Ambiente), laboratorio di Padova (ex CREA-API Unità di Ricerca per l’Apicoltura e la Bachicoltura) hanno ottenuto «per i pesci d’acquacoltura mangimi efficienti, economicamente sostenibili e con basso impatto sull’ambiente e sulle risorse». Mentre dalle bucce e dai vinaccioli delle vinacce «sono stati ricavati semilavorati (farine) utilizzabili direttamente o da cui estrarre molecole bioattive (polifenoli), antiossidanti naturali dalla proprietà nutraceutiche». Ed il baco da seta, in questo quadro, spiega il CREA-AA, «rappresenta una vera e propria miniera»: attraverso un innovativo processo i ricercatori sono riusciti a ottenere una fibra di alta qualità, utilizzata per gioielli misti con seta e oro e prodotti biomedici, mentre i prodotti di scarto della filiera sono recuperabili e riutilizzabili in sottoprodotti, come olio e proteine per l’alimentazione animale, composti per la cosmesi, imbottiture e seta rigenerata, principi attivi da utilizzare in farmacologia, biomassa per combustibile …

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D’orica: un’azienda orafa sposa la Seta 100% italiana


D’orica è un atelier orafo unico nel suo genere ove maestria e sensibilità sono elementi fondamentali.
 Una visione etica fondata nel rispetto e nella trasparenza, competenze umane e risorse del territorio italiano si uniscono per creare gioielli unici di grande personalità e di riconoscibile  bellezza. Nata in una nicchia del distretto orafo ed argentiero di Vicenza, continua a svolgere in questa area tutte le fasi del proprio processo produttivo. Nel 1989 nascono i primi gioielli firmati D’orica, che sono realizzati partendo da una sequenza di elementi sferici, un’idea creativa ed innovativa che si discosta completamente dalle tradizionali tecniche di lavorazione  del settore orafo. Perfetto equilibrio fra contemporaneità e tradizione, D’orica riscuote da subito grande consenso nel panorama internazionale. 
Nel corso degli anni, l’Azienda ha supportato con importanti investimenti l’innovazione e lo sviluppo continuo di progetti e nuovi prodotti. La visione, i pensieri e le azioni hanno creato una vera e propria “filosofia D’orica”. Rispetto e valorizzazione delle persone, riduzione degli sprechi, cura ed attenzione per il dettaglio ci permettono oggi di raggiungere l’eccellenza e la …

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La Via Etica della Seta passa anche per Vittorio Veneto

Il Museo del Baco da Seta dell’ex Filanda Maffi a San Giacomo di Veglia – Vittorio Veneto (TV) ha ospitato nel luglio del 2016 un evento fortemente voluto da Angelo Dal Mas del Maglificio Giordano’s, una delle realtà venete che recentemente hanno costituito “Venice Textile Manufacturers”, la prima rete di imprese dell’Eccellenza Tessile.

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La Seta Etica di nuovo a Bruxelles con ECO&EQUO

In Comunità Europea si torna a parlare di Seta Etica, a circa due anni dalla presentazione del progetto “La Rinascita della Via della Seta”, selezionato come uno dei quattro migliori progetti in Europa da cui ricavare delle best practice nei Settori Innovazione e Ricerca, da diffondere alle imprese europee. Mercoledì 1 marzo 2017 è stato presentato presso la Comunità Europea “ECO&EQUO, l’almanacco dell’ecofuturo”,

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Brochure “Seta Etica”

“La Via Etica della Seta” è un progetto che nasce da una rete d’imprese tra un’azienda orafa e tre cooperative sociali venete che hanno ricostruito l’intero ciclo produttivo della seta. Risvegliando passioni sopite, riscoprendo straordinarie professionalità, coinvolgendo persone, imprese ed istituzioni, dopo circa 50 anni è stata prodotta la vera seta italiana. Una seta ‘etica’, perchè rispettosa dell’ambiente, perchè valorizza il lavoro artigianale ed è controllata e certificata 100% Made in Italy. GELSIBACHICOLTURA Tutto inizia dalle foglie del Gelso, nutrimento esclusivo del baco da seta. Quando raggiunge la maturità dopo la quarta muta, il baco crea il bozzolo di seta, un piccolo capolavoro costituito da un unico filo continuo, che può arrivare anche a superare i 2km. TRATTURA DELLA SETA In questa fase i fili di seta vengono uniti per formare un filo abbastanza resistente da sopportare le successive fasi di lavorazione. Dalle pregiate matasse di seta grezza si arriverà poi al pregiato filato di seta, da utilizzare nel tessile, abbigliamento, accessori, ecc. SETA E ORO Oltre 25 anni di esperienza, uniti alla passione e …

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Il Venerdì di Repubblica parla di Seta Etica

Venerdì 25 novembre 2016 Il Venerdì di Repubblica ha pubblicato un interessante articolo dedicato a “chi cambia lavoro e chi produzione, chi rischia e investe in altri mercati e chi scopre nuovi materiali. Storie di piccoli imprenditori che ce l’hanno fatta. E ora sono un modello”. Tra questi esempi anche la storia di D’orica e della Seta Etica. QUELLI CHE NEL NORDEST REMANO CONTRO. LA CRISI. di Rossana Campisi […] Altra storia ancora, quella di Giampietro Zonta. Vicentino, sessantasette anni, padre di due gemelli, di professione orafo, nel 1989 si licenzia per aprire la D’orica con la moglie Daniela Raccanello. Ma non è tutto facile. «La prima crisi è arrivata dopo sei mesi. Lavoravamo per un solo cliente. Quando ha iniziato a tardare nei pagamenti ci siamo fermati». Ma poi si sono ripresi, riuscendo ad avere clienti in tutto il mondo. Solo fino al 2006 però, quando “sbattono” contro la concorrenza che copia i loro gioielli. Ed è lì che arriva l’illuminazione: puntare su manufatti “sartoriali” esclusivi. La moglie disegna un collarino a cui appendere …

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La Seta Etica torna ad Ecofuturo

RITORNO AL FUTURO, PACE CON LA TERRA Dopo il successo delle prime due edizioni, torna EcoFuturo, il Festival delle EcoTecnologie e dell’Autocostruzione che si svolgerà quest’anno dal 26 al 31 luglio presso EcoArea di Rimini, in via Rigardara 39 a Cerasolo, ingresso diretto dalla superstrada Rimini-San Marino. «L’idea di questo Festival – spiega Michele Dotti, tra gli organizzatori di EcoFuturo – nasce da una lettura precisa della nostra realtà che con Jacopo Fo e gli altri promotori abbiamo condiviso. Siamo convinti che in Italia si trovino risorse straordinarie – e spesso sconosciute – nei vari ambiti dell’ecologismo: dalla ricerca all’impresa, dall’associazionismo alle esperienze amministrative, dall’impegno per i propri territori alla cooperazione internazionale, il tutto in un quadro che facilità la comunicazione e quindi il travaso di idee che è necessario per affrontare le sfide che abbiamo di fronte. In molti di questi ambiti possiamo vantare delle vere eccellenze, talvolta di livello mondiale, eppure – paradossalmente – l’ecologismo appare nel suo complesso molto debole, proprio poiché estremamente frammentato. Ciascuno cura il proprio spazio, manca una visione …

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Rabbini in filanda su Rai2

Da Roma a Nove seguendo un filo di seta. E’ proprio la seta 100% italiana ed etica a portare rav Riccardo Di Segni e rav Joseph (Pino) Arbib nell’azienda orafa D’orica, per rinnovare, dopo più 60 anni, un’antica tradizione legata alla realizzazione del talled, lo scialle di preghiera ebraico. Si tratta di un ampio telo di stoffa bianca a strisce azzurre o blu scuro, solitamente di lana, cotone o seta, la cui storia risale ai tempi della compilazione della Torah. I due rabbini hanno eseguito personalmente tutte le fasi di produzione del cordoncino di seta che servirà per la creazione delle frange, che verranno attaccate ai quattro angoli del talled come promemoria dei comandamenti. A riprendere questo emozionante momento la troupe di “Sorgente e vita”, la rubrica di cultura ebraica di Raidue, sotto la regia di Walter Vetere in collaborazione con Daniele Toscano. Clicca sull’immagine per vedere il servizio, andato in onda su Rai2 domenica 24 luglio 2016. Prossima replica: lunedì 1 agosto alle ore 7.30 del mattino. > Clicca qui per leggere il comunicato …

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Riccardo Di Segni, il rabbino capo della comunità ebraica di Roma, incontra la Seta Etica

Giovedì 30 giugno rav Riccardo Di Segni, il rabbino capo della comunità ebraica di Roma, si è recato a Nove (VI) per rinnovare in Italia, dopo più di 60 anni, un’antica tradizione legata alla realizzazione del talled, lo scialle di preghiera ebraico – ampio telo di stoffa bianca a strisce azzurre o nere, solitamente di lana, cotone o seta – la cui storia risale ai tempi della compilazione della Torah. Il talled è un tradizionale indumento rituale ebraico che accompagna il fedele in ogni momento liturgico e nelle tappe religiose della vita, dalla circoncisione alla sepoltura; è ornato da frange – in ebraico tzitzit – fra loro intrecciate a simboleggiare il ricordo degli obblighi religiosi. Secondo un cerimoniale raro nel mondo (ad oggi si svolge solo in Israele e negli Stati Uniti) ed unico in Italia, rav Di Segni ha partecipato a tutte le fasi di produzione del cordoncino di seta che servirà per la creazione delle frange, che verranno attaccate ai quattro angoli del talled come promemoria dei comandamenti. Le frange servono per adempiere …

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Nuovi orizzonti di ricerca per la seta

La seta, intesa come materiale dalle particolari caratteristiche chimico-fisiche, è oggetto di innovativi progetti di ricerca, come ad esempio: nel settore dell’Electronic Textiles, dove componenti elettronici vengono integrati all’interno dei tessuti (ad esempio per la realizzazione di sistemi di monitoraggio dei parametri vitali e della postura corporea); in ambito medico, nei settori della microchirurgia e della biomedica. Grazie alle sue doti di biocompatibilità e adattabilità la seta viene infatti impiegata, oltre che come filo da sutura, come scaffold (supporto) cellulare, essendo in grado di fornire un supporto alle cellule per la ricostruzione cellulare dei tessuti organici (es. come protesi vascolare). Viene inoltre usata per realizzare garze antibatteriche naturali in fibroina, impiegate per la cura di ustioni e ferite croniche o post-operatorie. La seta: un’economia circolare Uno dei trend più rilevanti sul panorama internazionale è la ricerca di soluzioni innovative per smaltire gli scarti delle lavorazioni, sia per ragioni ambientali che economiche, arrivando addirittura a far divenire gli scarti di una lavorazione la materia prima di un’altra, realizzando quella che oggi viene definita economia circolare. Il …